Bruxelles (Belgio) – La skincare maschile si consolida come segmento in forte espansione in Europa, con una crescente attenzione dei consumatori verso prodotti naturali, sicuri e sostenibili. Secondo ResearchAndMarkets, il mercato globale raggiungerà i 28 miliardi di dollari entro il 2031, mentre Global Market Insights stima il segmento della cura del viso a 19,6 miliardi nel 2024, con un potenziale di 31,7 miliardi entro il 2034. In Italia il comparto vale oltre 141 milioni di euro, con circa il 19% degli uomini che utilizza regolarmente prodotti per la cura della pelle e anti-aging (EngageMinds Hub – Università Cattolica del Sacro Cuore). La crescita del segmento si accompagna a una maggiore attenzione alla composizione dei prodotti, alla sostenibilità delle formulazioni e all’affidabilità dei claim ambientali.
Allo stesso tempo, però, aumenta il rischio di greenwashing. Secondo la Commissione Europea, il 53% delle dichiarazioni ambientali risulta vago o non sufficientemente supportato da evidenze. In questo contesto si inserisce la Direttiva UE 2024/825, che dal 27 settembre 2026 introdurrà requisiti più stringenti per i claim ambientali, imponendo tracciabilità, dati verificabili e certificazioni indipendenti. Un’evoluzione che rafforza il ruolo degli standard indipendenti come Natrue, Associazione no profit che dal 2007 promuove la cosmesi naturale e biologica certificata. Lo standard Natrue definisce criteri rigorosi per la certificazione, prevedendo l’impiego esclusivo di ingredienti naturali o natural-identici e l’esclusione di derivati petrolchimici e fragranze sintetiche. Le certificazioni sono verificate da enti terzi indipendenti, a garanzia di trasparenza e affidabilità per consumatori e operatori.