La bodycare tra i giovani non è più un rito imposto, ma una scelta sempre più consapevole e personale, legata al benessere e alla cura di sé. Il 47% dei ragazzi definisce infatti il proprio approccio “attento ma non troppo”. A raccontare questo cambiamento, i dati dell’Osservatorio realizzato da Skuola.net in collaborazione con Wilkinson Sword Intuition.
C’è un momento preciso, spesso silenzioso e quasi impercettibile, in cui si smette di vivere la cura del proprio corpo come qualcosa ‘che si deve fare’ e si inizia a viverla come qualcosa che si sceglie. Non è un passaggio netto, piuttosto una serie di piccoli gesti: una ricerca su uno smartphone, un tutorial visto di fretta, un consiglio scambiato con un’amica, o semplicemente la decisione di provare a modo proprio. È in questo spazio che si inserisce la nuova fotografia della Generazione Z: una generazione che si avvicina a depilazione e skincare sempre più presto, ma con un approccio profondamente diverso rispetto al passato. A raccontarlo è l’Osservatorio realizzato dal portale studentesco Skuola.net in collaborazione con Wilkinson Sword Intuition, brand specializzato nei prodotti per la rasatura femminile, che ha coinvolto 2.500 giovani tra i 14 e i 29 anni. L’indagine evidenzia come la bodycare non sia più soltanto un rito estetico o un passaggio ‘obbligato’ dell’adolescenza, ma un territorio di espressione personale, costruzione dell’identità e ricerca di benessere.
Il primo elemento che emerge con forza è il cambio di motivazione. Oltre 6 ragazze su 10 dichiarano di depilarsi per ragioni personali e non per pressione sociale. Solo il 29% riconosce ancora un’influenza diretta dei modelli esterni, mentre una quota minoritaria del 5% agisce per abitudine. Esiste anche un 4% che sceglie consapevolmente la body hair positivity, rinunciando alla depilazione. Il 47% dei giovani – sia maschi che femmine – definisce il proprio approccio “attento ma non troppo”, mentre un ulteriore 28% lo descrive come “quasi professionale, ma senza ossessioni”. Tra le ragazze il quadro si rafforza: il 51% dichiara un approccio equilibrato e il 31% si definisce curata ma con misura. In totale, oltre l’80% adotta quindi una gestione consapevole ma non rigida, lontana sia dagli eccessi sia dalla trascuratezza.
Il confronto di genere aiuta a leggere meglio il fenomeno. Solo 1 ragazza su 10 si dichiara trascurata rispetto alla cura della pelle e alla depilazione, contro circa il 32% dei ragazzi. Sul fronte opposto, i livelli di attenzione ‘estrema’ restano contenuti e simili: 7% tra le ragazze e 6% tra i ragazzi. Non emerge quindi una polarizzazione, ma una normalizzazione della cura come pratica diffusa e modulata. Per il 44% delle ragazze la depilazione è legata al desiderio di stare bene con sé stesse, mentre per il 18% risponde a esigenze pratiche. La pressione sociale si riduce a una componente minoritaria (29%), segno di un progressivo indebolimento dei modelli estetici imposti dall’esterno. In altre parole, il gesto non è più principalmente “per gli altri”, ma “per sé”.
Anche la gestione quotidiana conferma questa trasformazione. Il 38% delle ragazze si depila solo quando percepisce un’esigenza personale, senza seguire scadenze fisse o routine standardizzate. Sul piano organizzativo, il 52% vive la depilazione come una vera e propria “operazione emergenza”, spesso realizzata all’ultimo momento. Il 23% la inserisce invece in una routine rigida, mentre il 25% la trasforma in un momento di cura pianificato, assimilabile a una piccola esperienza di benessere domestico. Questo equilibrio tra spontaneità e ritualità si riflette anche nei percorsi di apprendimento. Solo il 49% delle ragazze inizia queste pratiche con il supporto della famiglia, mentre il restante 51% si affida ad altri canali: il 37% all’autoformazione tramite contenuti online e tutorial, il 5% agli amici e il 9% a professionisti.
Un altro elemento chiave riguarda la percezione del prodotto. Skincare e depilazione vengono sempre più letti come due parti dello stesso ecosistema di cura della pelle. In questo contesto, il 67% delle ragazze indica come priorità assoluta la protezione cutanea: evitare irritazioni, rossori e micro-lesioni diventa più importante del risultato estetico finale. Accanto a questa evoluzione si inseriscono segnali emergenti di consapevolezza. Circa 1 ragazza su 5 considera la sostenibilità un fattore rilevante nella scelta dei prodotti, mentre 1 su 3 utilizza lo stesso prodotto per diverse aree del corpo, semplificando la routine e riducendo i consumi. Il 47% continua a utilizzare il rasoio manuale, confermando la preferenza per soluzioni semplici, immediate e accessibili rispetto a trattamenti più strutturati come ceretta o laser. Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una generazione che non rinuncia alla bodycare, ma la riconfigura profondamente in una pratica personale, flessibile e orientata al benessere.