Agrate Brianza (Mb) — Intercos ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi netti pari a 227,5 milioni di euro, in calo del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (-6,3% a cambi costanti). Come riporta Pambianconews, il gruppo italiano della cosmetica conto terzi attribuisce il rallentamento agli effetti valutari negativi e a una base comparativa particolarmente elevata.

L’Ebitda rettificato si è attestato a 25 milioni di euro, in diminuzione del 14% rispetto ai 29,3 milioni del primo trimestre 2025, con una marginalità scesa dall’11,7% all’11%, penalizzata dal temporaneo minor assorbimento dei costi fissi dovuto alla riduzione dei volumi.

Nonostante il trimestre in flessione, Intercos ha confermato le previsioni di crescita per l’intero 2026. “La crescita dei ricavi prevista per il 2026 sarà interamente sostenuta dall’andamento dei prossimi trimestri”, ha dichiarato il Ceo Renato Semerari, spiegando che il forte ingresso ordini registrato nella seconda parte del 2025 inizierà a riflettersi sui risultati a partire dal secondo trimestre.

Per business unit, il Make-Up ha registrato ricavi per 149,4 milioni di euro (-5,2%), penalizzato dal confronto con l’elevata crescita dello scorso anno, mentre il segmento Prestige ha continuato a crescere. La divisione Skincare ha chiuso a 29,4 milioni di euro, confermando però aspettative di recupero nella seconda parte dell’anno. Più marcato il calo della divisione Hair & Body, che ha registrato ricavi pari a 48,7 milioni di euro, soprattutto per la contrazione dei volumi nelle fragranze. Il gruppo punta tuttavia sui prodotti ad alta innovazione, anche alla luce del premio ricevuto a Cosmoprof 2026 per la migliore formulazione Haircare.

Dal punto di vista geografico, tutte le aree hanno registrato un andamento negativo: Emea (-8,5%), Americas (-8,8%) e Asia (-11,9%).

Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta è migliorata a 119,7 milioni di euro, con una leva finanziaria scesa a 0,79x. Per il 2026, Intercos conferma una guidance di crescita delle vendite compresa tra il +5% e il +6%, nonostante uno scenario ancora influenzato dalla volatilità geopolitica.

 

Fonte immagine: Pambianconews