Dopo le proteste del 17 e 18 ottobre, su alcuni siti di second hand sono comparsi cosmetici sottratti ai negozi e proposti a prezzi stracciati. Il governo francese ha convocato sei piattaforme. Nel mirino i controlli sulle inserzioni e la rivendita di merce saccheggiata.
DI ELEONORA DAVI
Cosmetici e profumi sottratti ai negozi e rimessi in vendita online, talvolta ancora provvisti di dispositivi antitaccheggio. È quanto emerso in Francia dopo i saccheggi avvenuti durante le proteste del 17 e 18 ottobre. Sulle maggiori piattaforme di second hand, tra cui Vinted ed eBay, sono infatti comparse inserzioni con prodotti offerti a prezzi molto inferiori a quelli di mercato. Alcuni annunci riportavano persino riferimenti espliciti alla provenienza della merce, con diciture come ‘rubato durante le proteste’ o richiami alla data dei disordini ‘17 ottobre’. Tra gli articoli segnalati figurano lotti di cosmetici di Sephora offerti a 10 euro, set di lucidalabbra proposti a 15 euro, contro un valore dichiarato di 78 euro, e profumi Christian Dior in vendita a 250 euro. Sui social sono circolati anche video di persone che mostravano borse piene di prodotti e invitavano gli utenti a visitare i propri profili sulle piattaforme di vendita.
La comparsa di queste inserzioni ha spinto il governo francese a intervenire. La ministra delegata al Digitale, Anne Le Hénanff, ha convocato Vinted, Amazon, eBay, Leboncoin, Meta e TikTok, chiedendo di rimuovere gli annunci collegati ai saccheggi e di collaborare con le autorità per identificare i responsabili della rivendita. Vinted ha dichiarato di essere intervenuta per individuare e cancellare le inserzioni sospette, ricordando che la vendita di merce rubata è vietata sulla piattaforma. Gli account che violano le regole possono essere sospesi o bloccati definitivamente. Anche eBay ha confermato l’impiego di strumenti tecnologici per contrastare le attività illegali. La vicenda riporta al centro il tema dei controlli sui siti di compravendita tra privati: quanto sono efficaci nell’individuare e bloccare annunci sospetti? Prezzi anomali, dispositivi antitaccheggio ancora presenti e riferimenti espliciti ai saccheggi sono segnali che richiedono verifiche tempestive.
Ovviamente, un prezzo basso, da solo, non dimostra che un prodotto sia rubato, occorre accertarne la provenienza senza confondere il sospetto con una prova. Le inserzioni sono comparse in un contesto di gravi disordini, iniziati con la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori e poi estesi a un movimento di massa contro il carovita, il peggioramento dei servizi pubblici e le politiche del governo. Secondo le stime riportate, i saccheggi avrebbero coinvolto quasi 3mila attività commerciali. A Parigi, secondo Dominique Restino, esponente della Camera di Commercio, sono stati vandalizzati tra i 300 e i 400 negozi. Nel mirino anche le boutique del lusso. A Place Vendôme è stata sfondata la porta di un punto vendita Dior, mentre sono state danneggiate le vetrine di Rolex, Louis Vuitton, Ralph Lauren e Gucci. A Marsiglia sono stati saccheggiati negozi Hermès e Louis Vuitton. Tra gli esercizi colpiti figurano anche 20 punti vendita Sephora e supermercati Carrefour. Le perdite assicurate potrebbero superare 1,2 miliardi di euro. Sulle conseguenze per le imprese è intervenuto anche Thierry Guibert, ceo di Lacoste, sottolineando che i saccheggi non distruggono soltanto le vetrine, ma mettono a rischio “i posti di lavoro, anni di lavoro, le competenze e l’impegno di migliaia di donne e uomini”. Per il comparto cosmetico, dunque, ai danni subiti dai negozi si aggiunge il rischio che la merce sottratta rientri rapidamente in circolazione attraverso i marketplace.
La possibilità di rivendere online prodotti di provenienza illecita chiama in causa la capacità delle piattaforme di controllare gli annunci e intervenire prima che gli articoli raggiungano nuovi acquirenti. Una preoccupazione che riguarda non soltanto la tutela dei marchi e dei retailer, ma anche l’affidabilità del mercato dell’usato online.