Una filiera che supera i 41 miliardi di euro. Che coinvolge circa 440mila addetti e genera 8,5 miliardi di export. Internazionalizzazione, digitalizzazione e sostenibilità restano i principali driver di crescita per il 2026.

Oltre 41 miliardi di euro generati lungo tutta la filiera, circa 440mila addetti coinvolti, 17,4 miliardi di euro di fatturato industriale nel 2025 e 8,5 miliardi di esportazioni. Sono i numeri che fotografano lo stato di salute della cosmetica italiana, annunciati dal presidente di Cosmetica Italia, Benedetto Lavino, in occasione della presentazione della 57esima edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna, organizzata da BolognaFiere Cosmoprof lo scorso 18 febbraio a Milano. Cifre che confermano la solidità e il dinamismo di un comparto che continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale. Un ecosistema che integra produzione, packaging, logistica, distribuzione e servizi professionali, e genera un impatto economico diffuso e trasversale. Nel 2025, il fatturato totale del comparto è stimato in 17,4 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5,5% negli ultimi dieci anni. Un trend che testimonia la capacità delle imprese di adattarsi a un mercato in costante evoluzione, segnato prima dalla pandemia e poi dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei costi energetici. Nonostante questo scenario, il settore ha mantenuto una traiettoria espansiva.

Particolarmente significativa la performance sui mercati esteri. Le esportazioni hanno raggiunto gli 8,5 miliardi di euro, con un incremento medio del 9% nel decennio, consolidando il ruolo dell’Italia come quarto esportatore mondiale di cosmetici. L’internazionalizzazione si conferma dunque una delle leve strategiche per la crescita, sostenuta dalla reputazione del made in Italy in termini di qualità, sicurezza, creatività e capacità formulativa. Il settore, infatti, si distingue per un forte orientamento verso l’innovazione e la ricerca. Le imprese cosmetiche italiane destinano circa il 6% del fatturato alla ricerca e sviluppo, una quota superiore alla media nazionale manifatturiera. Questo impegno consente di anticipare i trend, sviluppare formulazioni sempre più performanti e rispondere alle nuove richieste dei consumatori, sempre più attenti a sostenibilità, trasparenza e personalizzazione.

L’industria cosmetica italiana non è solo sinonimo di bellezza, ma anche di sostenibilità. Cosmetica Italia, da sempre impegnata nella difesa di un’industria responsabile, ha recentemente pubblicato il secondo osservatorio sulla sostenibilità, confermando che il settore cosmetico italiano è tra i più virtuosi. Questo impegno non si limita alla conformità delle normative, ma si traduce in azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e promuovere un modello di crescita sostenibile. La cosmetica italiana, infatti, è riconosciuta per la sua capacità di innovare, ma anche per il suo legame con la tradizione e l’heritage culturale. Le aziende italiane sono riuscite a combinare la ricerca e l’innovazione con il rispetto per l’ambiente, proponendo soluzioni sempre più sostenibili. Grazie a un approccio integrato, che coinvolge tutti gli attori della filiera, l’industria cosmetica continua a crescere, con un impatto positivo sull’economia nazionale e sul benessere delle persone. La sostenibilità, tuttavia, è solo una delle sfide che il settore sta affrontando. L’adozione della tecnologia e la transizione digitale sono ormai priorità indiscutibili. L’intelligenza artificiale, in particolare, sta diventando un punto di forza per ottimizzare la produzione e migliorare l’esperienza del consumatore.

Il futuro dell’industria cosmetica italiana si preannuncia ricco di sfide e opportunità. La strategia di Cosmetica Italia per il 2026 punta a promuovere una bellezza sostenibile e inclusiva, che tenga conto delle esigenze dei consumatori e delle normative ambientali. L’internazionalizzazione, la digitalizzazione e la sostenibilità saranno le tre leve principali per sostenere la crescita del settore e per affermare ulteriormente la leadership della cosmetica italiana nel panorama globale.