La private label non è solo una scelta di convenienza. Mauro Lusetti, presidente ADM, racconta come stia diventando una leva centrale di innovazione, qualità e relazione con il consumatore. Con un potenziale di crescita ancora ampio nel mercato italiano.

Gli ultimi dati Circana mostrano una grande crescita della private label in tutta Europa. Come si posiziona l’Italia all’interno di questo scenario?

In Italia ci sono spazi di crescita per la Mdd enormi rispetto ad altri Paesi a noi paragonabili in Europa. Secondo le stime dello studio Teha, il valore della Marca del distributore nel perimetro omnichannel è passato dai 21,6 miliardi di euro del 2019 a 31,5 miliardi nell’anno che si è da poco concluso. La market share è cresciuta dal 21,6% del 2019 al 30,4% del 2025, ma in altri mercati europei è spesso superiore, anche di molto, al 40%. I retailer italiani stanno investendo sulla Mdd per innalzarne il profilo qualitativo e questo manterrà alta la velocità di crescita anche nel 2026.

Quali sono stati i comparti che hanno registrato le variazioni maggiori?

La Mdd è una risposta di qualità alle esigenze di convenienza di molte famiglie italiane, nonché lo specchio dell’evoluzione del settore. Non è più una risposta difensiva o una semplice alternativa di prezzo alla grande marca. È diventata uno strumento di lettura dei bisogni dei consumatori, di innovazione dell’assortimento e di proposta di valore. Un’evoluzione frutto di uno studio continuo della domanda delle famiglie e di un’elaborazione professionale dell’offerta. Quindi, la crescita è stata uniforme in quasi tutti i comparti. Da sottolineare l’ottima performance dei prodotti per il benessere, delle linee premium e dei prodotti espressione dei territori.

Quali sono i punti di forza della Mdd, oggi?

Negli ultimi anni la Mdd è stata il segmento più dinamico del consumo, e lo dimostrano sia i numeri, sia la capacità di intercettare nuove sensibilità: qualità, sostenibilità, servizio, convenienza intelligente. Il punto centrale è la funzione sistemica della Marca del distributore: non è un’innovazione a rimorchio della grande industria. Piuttosto nasce dalla capacità della distribuzione di leggere i bisogni dei consumatori e di tradurli in proposte concrete.

Quali sono gli ultimi trend da tenere d’occhio?

Sicuramente lo sviluppo di un’offerta premium per le persone che cercano il benessere. Ma anche i prodotti dei territori e – ovviamente è sempre di più – il miglior rapporto tra prezzo e qualità.

Qual è il ruolo della Mdd per quanto riguarda l’innovazione di prodotto?

Un ruolo davvero importante. Come già detto, non si tratta più di un’innovazione a rimorchio della grande industria di marca. Oggi i distributori sono più bravi degli industriali a leggere i bisogni dei consumatori, per poi tradurli in prodotti e anche in nuovi formati distributivi. I retailer hanno sedi con manager capaci di ideare ogni tipo di innovazione e una relazione con i fornitori che consente di fare di più e più velocemente che nell’industria.

 

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