Meda (Mb) – Secondo un’inchiesta pubblicata su Vanity Fair, un numero crescente di utenti si affida a ChatGpt per ricevere consigli estetici, routine skincare e suggerimenti su come migliorare il proprio aspetto secondo i canoni di bellezza diffusi sui social.

L’intelligenza artificiale, così, si trasforma in un consulente beauty virtuale, capace di analizzare, proporre e persino giudicare. Un ruolo che solleva dubbi sul piano psicologico, soprattutto tra i più giovani.

Gli esperti segnalano rischi legati a dismorfismo corporeo, ansia estetica e disturbi alimentari, in particolare tra gli adolescenti, una fascia d’età già esposta a forti pressioni sull’immagine. Il timore è che la relazione con un algoritmo sostituisca quella con professionisti in carne e ossa, riducendo la complessità del benessere personale a un elenco di risposte standardizzate.