Secondo una ricerca YouGov, cresce la propensione a utilizzare l’intelligenza artificiale durante il Black Friday e il Cyber Monday. La tecnologia diventa uno strumento di supporto alle decisioni, ma trasparenza e sicurezza restano determinanti.
DI ELEONORA DAVI
Durante il Black Friday e il Cyber Monday i consumatori sono pronti ad affidarsi all’intelligenza artificiale per trovare le offerte migliori, confrontare i prezzi e verificare gli sconti. Molto meno, invece, a lasciarle il compito di concludere un acquisto. È il quadro che emerge dalla ricerca YouGov sulle abitudini degli italiani in vista dei due principali appuntamenti promozionali di fine anno. L’IA, infatti, si ritaglia un ruolo importante nella fase di ricerca, ma la fiducia nei canali tradizionali resta più elevata. Il 38% degli italiani prevede di fare acquisti durante le due giornate di sconti. Tra i potenziali acquirenti, il 39% ha già utilizzato strumenti di IA a supporto dello shopping, contro il 26% rilevato sul totale della popolazione adulta. La tendenza è destinata a rafforzarsi: il 41% prevede infatti di iniziare a utilizzare questi strumenti o di farlo più frequentemente rispetto allo scorso anno. In particolare, il 26% li sperimenterà per la prima volta e il 15% ne aumenterà l’impiego.
Sul fronte generazionale, i Millennial sono i più interessati agli acquisti durante Black Friday e Ciber Monday (46%), seguiti da Gen Z (42%) e Gen X (40%). I Baby Boomer+ si fermano al 27%. L’apertura verso l’IA, tuttavia, non riguarda soltanto i più giovani: la quota di chi prevede di iniziare a utilizzarla è pressoché allineata tra Gen Z e Millennial (26%) e Gen X e Baby Boomer+ (27%). Più marcata, invece, la diffidenza tra i consumatori maturi: il 37% non ha mai utilizzato l’IA e non prevede di farlo, contro il 30% dei più giovani. A guidare l’interesse sono in particolare Google Gemini, indicato dal 50% dei potenziali acquirenti, e ChatGPT (46%). Seguono Meta AI (17%) e Microsoft Copilot (13%).
Ma per quali attività i consumatori sono effettivamente disposti a ricorrere a questi strumenti? Soprattutto per cercare la convenienza: il 48% li utilizzerebbe per trovare il prezzo migliore, il 37% per confrontare prodotti e offerte e il 32% per verificare l’autenticità di uno sconto. Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante durante gli eventi promozionali. Distinguere le vere occasioni dagli sconti meno vantaggiosi è infatti la principale difficoltà segnalata dai potenziali acquirenti (44%), seguita dalla ricerca dell’offerta migliore (39%). Un’esigenza che potrebbe aprire nuovi spazi per l’IA, chiamata a semplificare il confronto tra le proposte dei diversi operatori. Quando dalla ricerca si passa all’acquisto, però, la fiducia diminuisce. Solo il 6% si sentirebbe a proprio agio nel consentire all’IA di completare un acquisto dopo averlo approvato; appena il 4% le affiderebbe l’operazione senza una conferma preventiva. I consumatori, infatti, continuano a preferire i canali che conoscono: il 79% considera affidabili i siti e le app di brand e catene per individuare le offerte migliori, mentre marketplace, motori di ricerca e comparatori di prezzo si attestano tutti al 76%. Gli strumenti di IA generativa raccolgono il 61% delle preferenze, dietro anche a recensioni e community online (67%). A frenare l’adozione sono soprattutto i dubbi sull’affidabilità delle informazioni e sulla trasparenza dei suggerimenti. Il 31% di chi ha già utilizzato l’IA teme risposte inesatte o non aggiornate, mentre il 28% è preoccupato per la raccolta eccessiva di dati personali. Tra i potenziali nuovi utenti prevale invece il timore di raccomandazioni distorte o sponsorizzate (33%). Per conquistare maggiore credibilità, gli strumenti dovrebbero offrire garanzie concrete: il 48% degli utilizzatori chiede la possibilità di confrontare i prezzi tra retailer e il 30% vuole conoscere le ragioni alla base delle raccomandazioni. A completare il quadro è un atteggiamento prudente sul fronte della spesa. Il 45% dei potenziali acquirenti prevede di spendere meno rispetto allo scorso anno, contro appena il 10% che intende aumentare il budget. La spesa media stimata è di 240 euro.
In un contesto di maggiore attenzione al risparmio, l’IA può diventare un supporto nella ricerca delle occasioni, ma non sostituisce ancora il rapporto di fiducia tra consumatore e retailer. La caccia allo sconto, insomma, può passare anche dall’intelligenza artificiale, ma la scelta di dove e cosa acquistare resta per ora saldamente nelle mani dei consumatori.