Milano – L’Osservatorio Giovani&Retail 2026, progetto di ricerca realizzato da Skuola.net con Noi Distribuzione e promosso da Federdistribuzione, ha coinvolto 1.000 giovani tra i 17 e i 25 anni per analizzare abitudini di acquisto e percezione del lavoro nel settore retail.
Dall’indagine emerge che il negozio fisico mantiene un ruolo centrale: il 45% degli intervistati indica il punto vendita come canale di acquisto principale, contro il 32% che preferisce l’online. Per molti ragazzi, infatti, negozi e centri commerciali sono anche luoghi di socialità: il 24% li frequenta spesso e il 51% occasionalmente per passare il tempo con gli amici.
Tra le ragioni che spingono a comprare offline prevalgono fattori legati al prodotto: poterlo provare (53%), la varietà dell’offerta (43%), prezzi e promozioni (24%) e la qualità (24%). Contano però anche aspetti sociali ed emozionali, come lo shopping con altre persone o l’immagine del negozio, influenzata da trend social, approvazione dei pari e allestimento degli spazi.
I giovani scelgono con attenzione il canale d’acquisto in base al prodotto. In negozio comprano soprattutto abbigliamento (70%), alimentari (62%) e cosmetici (44%), mentre online prevalgono articoli per hobby e tempo libero (52%), parte dell’abbigliamento (48%) e tecnologia (38%). Inoltre, il 59% non è fedele a un punto vendita e il 38% prova in negozio e acquista poi online.
L’indagine evidenzia anche il forte ruolo dei giovani nelle scelte familiari: circa il 70% afferma di influenzare gli acquisti domestici e il 25% consiglia spesso ai genitori negozi o brand.
Sul piano occupazionale, però, il retail non è percepito come un obiettivo stabile: solo il 9% vorrebbe lavorare in un punto vendita in modo permanente, mentre per molti sarebbe un’esperienza temporanea. Questa distanza dipende spesso da una conoscenza limitata del settore. Quando vengono illustrate le diverse opportunità professionali, il 39% mostra maggiore interesse e il 22% considera ruoli operativi nelle direzioni delle grandi catene, segnalando la necessità di rafforzare l’orientamento dei giovani verso le reali opportunità del mercato del lavoro.