Genova – Esselunga è stata ritenuta estranea ai fatti contestati dalla Procura delle Repubblica di Genova, nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che ha portato all’arresto del governatore Giovanni Toti (leggi qui). Come riporta il Corriere della sera, si chiude anche il capitolo sul coinvolgimento di Francesco Moncada, marito di Marina Caprotti e all’epoca dei fatti consigliere di amministrazione di Esselunga. Il manager, secondo l’accusa, avrebbe finanziato la Lista Bucci tramite una serie di annunci pubblicitari ed elettorali in cambio di agevolazioni sulle pratiche relative all’apertura dei supermercati di Genova, Rapallo e Savona. Moncada ha deciso di patteggiare pagando 200mila euro.
“Non è una ammissione e/o riconoscimento di responsabilità. Si vuole evitare un’ulteriore prolungata esposizione mediatica e un processo che lo avrebbe visto impegnato probabilmente per diversi anni”, scrive nella richiesta di patteggiamento Paola Severino, avvocato difensore di Moncada ed ex ministro della Giustizia. Dalle indagini, scrive l’avvocato, è emerso “un generico interessamento” alla pratica riguardante due supermercati da parte di Toti e Cozzani, suo capo di gabinetto, “limitato all’organizzazione di un incontro di chiarimento tra i tecnici della società Esselunga e i tecnici degli uffici regionali”. Da questo incontro emergeva che “il Comune non aveva trasmesso alla Regione tutta la documentazione presentata” dalla società e che “la pratica non presentava in concreto alcuna criticità o carenza”.
Il valore dei passaggi pubblicitari, puntualizza ancora Severino, sarebbe di 10mila euro e non di 55.600 euro, come ipotizzato invece dall’accusa.
Arriva così il via libera al cantiere al cantiere del pdv Genova Sestri Ponente, tra via Hermada e via Albareto, che occuperà un’area in cui sorgeva un edificio industriale in stato di abbandono.