Da una fiera che fa pagare 65 euro per un giorno, 85 euro per due giorni, fino ai 120 euro per l’abbonamento da 3/5 giorni, ti aspetti un’organizzazione con i controfiocchi. Ancora di più trattandosi di Cosmoprof, il regno dei profumi e della bellezza. Invece è stata disastrosa. Ecco quello che è successo. Con tanto di foto che testimoniano tutto.

Di Angelo Frigerio

I bagni
Siamo nel regno del bello e dei profumi. E i bagni ne devono essere lo specchio. Invece in quelli di Cosmoprof c’era tutto quello che non vorreste mai vedere: pavimenti usurati, bagnati o sporchi, salviettine mancanti, asciugatori rotti, puzze varie. Per non parlare della toilette in foto, che per tutto venerdì 28 è rimasta chiusa e al buio senza nemmeno un cartello di avviso.
Voto: 3

 

L’allestimento e le caparre
Le cifre relative agli anticipi versati dagli allestitori per entrare in fiera con i loro mezzi sono state veramente da capogiro. 500 euro di caparra per camion. E chi sgarrava anche di un solo minuto nell’uscire aveva l’addebito automatico dell’intera cifra. Stessa scena con gli espositori che volevano portare del materiale. 300 euro di caparra e due ore di ‘permesso’. Mai viste cifre simili nel corso delle numerose fiere a cui ho partecipato.
Voto: 3

 

La distribuzione delle riviste
La foto che vedete è relativa a quello che abbiamo visto il primo giorno della fiera, alle ore 12.00, in un corridoio degli stand dedicati alle tecnologie. Le riviste che vedete avrebbero dovuto essere disponibili su un tavolo, a disposizione dei visitatori. Un altro punto di distribuzione era collocato vicino al Centro Servizi. C’erano tutte le riviste tranne le nostre. Ho dovuto minacciare una citazione per danni per farle saltare fuori. Sono magicamente comparse alle 13.00. Di più: i punti di distribuzione erano due, ma c’era una sola addetta il primo giorno (Sara, molto gentile e disponibile).
Voto: 2

 

I biglietti, l’ingresso e l’uscita dalla fiera
L’acquisto dei biglietti e la trafila per ottenere biglietti omaggio per i buyer è stato drammatico. Una burocrazia che nemmeno la peggiore agenzia dell’Inps può vantare. Modalità cervellotiche, grandi perdite di tempo, fallimenti in continuazione. Un autentico delirio. Succede poi che il sottoscritto voglia andare in hotel, fuori dalla fiera, per portare del materiale. Domanda: “Ma posso rientrare con lo stesso biglietto”? La giro al personale all’ingresso. Nessuno lo sa. Mi dicono di andare all’infopoint. E qui mi consigliano di andare dal personale all’ingresso. Ma allora? Alla fine la solita soluzione all’italiana. Sono passato da un tornello senza passare il badge sia in uscita che in entrata. Commento di un’addetta di Bologna Fiere: “Hanno dato in appalto il servizio. Lasciamo perdere…”
Voto: 4

 

Le numerazioni degli stand
In una fiera, si sa, una corretta esposizione di padiglione, corsia e numero dello stand è fondamentale. Il cartellino con queste indicazioni è un must. Non a Cosmoprof. Qui la confusione regnava sovrana. C’erano stand dove le indicazioni erano in bella mostra, altri (la maggioranza) dove non c’era nulla. Dopo numerose segnalazioni finalmente, all’alba del pomeriggio di sabato, l’organizzazione si è decisa (vedi foto). Meglio tardi che mai. Aggiungiamo (vedi foto) che il cestone della spazzatura e il frigorifero nel bel mezzo delle corsie non sono certo il massimo.
Voto: 4

I prezzi e le code a bar e ristoranti
Di solito, in tutte le fiere del mondo, ci sono bar dedicati alla stampa. E, sempre di solito, i prezzi sono calmierati. Non così a Cosmoprof. Ecco qualche esempio: caffè 2 euro; cappuccino 2,50 euro; bicchiere d’acqua 0,80 euro; bottiglia acqua piccola 1,50 euro; bibite in lattina 4 euro; calice di prosecco 10 euro; pizzette 1,50 euro. Oltretutto, mangiare in fiera è stato un vero delirio: code infinite ai bar e ai ristoranti, sia alla cassa sia al banco, tanto che il primo giorno siamo stati costretti a mangiare dopo le 15.00, quando abbiamo trovato un self service sommerso, nel vero senso del termine, da vassoi e piatti abbandonati in ogni dove.
Voto: 4